Stanza della Clemenza

Clementia Mundi

Il trionfo dell’Accademia

É la sala principale delle feste e delle adunanze pubbliche dell’Accademia degli Industriosi, ed è l’unica che porta la firma del pittore Fumagalli (Gaspar Fumagalli Romanus) riprodotta alla base della finta balaustra posta sopra la porta di accesso alla sala. Nonostante i molti riferimenti alla mitologia greca, viene dato anche un significato cristiano all’opera. Il termine Clementia potrebbe essere riferito ai due Papi regnanti durante il periodo della realizzazione dell’affresco: Clemente XIII e Clemente XIV.

La lettura del complesso dipinto rimanda comunque a temi fortemente legati alla natura del luogo per cui  esso è stato ideato. Sono temi legati alla mitologia Greca, e dunque al mito dell’Arcadia ed è un chiaro riferimento alle specifiche componenti accademiche: la ragione, l’arte, la scienza, l’eloquenza, la musica, la poesia.

Ai quattro lati la grande volta presenta effetti scultorei e finte balaustre, ampie cornici e ricche volute, illusionismi architettonici. Sopra ognuno degli eleganti finti parapetti, nei quattro lati della volta, spicca un grande vaso ricolmo e traboccante di fiori, mentre su due dei parapetti emergono le figure di due pappagalli, uno rosso a coda lunga e uno verde. Gli spigoli della volta sono sottolineati da quattro grandi conchiglie con rametti di corallo all’interno e fili di alghe situati dietro. Sulle balaustre d’angolo spiccano ancora artistici vasi con delicati fili di violette.

L’ampia e articolata cornice centrale, decorata con frutti e fiori in oro, racchiude un complesso dipinto le cui figure ( riconducibili alla mano di Pietro Martorana) seguono le tendenze del periodo.

In alto e agli angoli della cornice la composizione evidenzia due grandi angeli con le ali spiegate: quello sul lato sinistro, vestito di verde e col manto rosa, mentre l’altro sul lato destro seduto su una nube guarda verso il primo ed è avvolto da una veste azzurra. Davanti ad essi vi sono due putti alati con lo sguardo rivolto agli angeli.

Al centro della scena è una figura femminile e maestosa, vestita di azzurro e avvolta da un mantello rosa, seduta su un trono di nubi con attorno al capo una luce luminosa. La sua posa è solenne: nella mano sinistra essa stringe uno scettro, quasi a voler esaltare il momento, mentre nella destra abbassata tiene un ramo d’ulivo col quale accarezza un globo azzurro sorretto da un putto a sua volta celato da una lacuna. Essa sarebbe stata interpretata come la personificazione delle “scienze esatte” e della potenza del genere umano.

Sul globo e sul lato destro della figura, un altro putto, semiavvolto in un mantello rosso, mostra un cartiglio con la scritta CLEMENTIA  MUNDI, da cui prende il nome la sala.

Il registro inferiore racchiude una serie di figure disposte in ordine discendente a partire dai piedi della figura centrale. Poco più in basso di questa un’altra figura femminile, vestita di bianco con una fascia rosa ai fianchi, assisa sulle nubi. Sul capo alzato porta i capelli raccolti e una corona, mentre lo sguardo è diretto al cartiglio sorretto dal putto. Nella mano destra stringe un compasso aperto con le punte rivolte verso l’alto mentre con la sinistra regge un grosso libro aperto. Questi due elementi esplicitano il fatto che rappresenti l’Accademia. Alle spalle di questa vi è la figura di un giovane dai tratti quasi orientali col capo rivolto verso la cornice. Quest’ultimo  nella mano destra regge l’asta di un ombrello parasole, e nella stessa regge due chiavi legate  da un nastro azzurro: le fattezze poco aggraziate di questa figura denotano una mano meno esperta, forse quella di un aiuto, si ritiene che rappresenti il piacere e l’opulenza.